Le donne della Conquista: Isabel Moctezuma

Parlando delle donne nell’ambito della Conquista del Messico, se Malinche è la figura femminile per eccellenza che maggiormente risalta tra gli eventi, altrettanto importante è Tecuichpo, figlia di Moctezuma II, ribattezzata dagli Spagnoli Isabel de Moctezuma, che avrà un ruolo importante nella storia del Messico coloniale.

Moctezuma Xocoyotzin seduto di fronte ai. sui figli Isabel e Pedro, Codice Cozcatzin)

Moctezuma Xocoyotzin, tra gli ultimi Huey Tlatoani (imperatori), ebbe molti figli. La maggior parte di essi perse la vita negli avvenimenti legati alla Noche Triste, in seguito all’ordine di Cuauhtemoc, sovrano che gli succedette, di ucciderli per essersi schierati a favore degli Spagnoli. Altri riuscirono ad uscire da Tenochtitlan e a salvarsi tornando alle città di origine delle loro madri, che non erano principesse tenocha, come nel caso di don Martín (Texcoco), don Pedro (Tula) e doña Francisca (Ehecatepec).

Diverso fu, invece, il destino che toccò alle tre figlie, che rimasero nella capitale mexica. Le fonti raccontano che Moctezuma, resosi conto dell’evolversi degli eventi, abbia pregato Cortés di trarle in salvo con sé fuori dalla città, promessa a cui il Conquistador mantenne fede, portandole a vivere nella sua stessa casa.

Tra queste tre figlie troviamo proprio Tecuichpo o Tecuichpotzin Ichcaxochitzin (“la riverita figlia del signore, Fior di cotone”). La sua vita è caratterizzata da molti matrimoni, ma soprattutto dalla strenua lotta in seguito alla Conquista, per rivendicare attraverso gli strumenti giuridici castigliani, i privilegi legati al suo status.

Moctezuma raffigurato all’interno del suo palazzo in una pagina del Codice Mendoza.

Dopo il matrimonio con lo zio Cuitlahua, che morì in seguito al diffondersi del virus portato in Messico dagli Europei, andò in sposa a Cuauhtemoc (anche se oggi è un’ipotesi dibattuta), ultimo Tlatoani mexica, in seguito alla morte del quale fu ribattezzata come Isabel de Moctezuma.

Con Cortés ebbe una figlia, Leonor Cortés Moctezuma, che rifiutò perché probabilmente frutto di una violenza. Nel 1526 lo stesso Cortés dispose il matrimonio tra Isabel e Alonso de Grado, in seguito al quale, rimasta vedova l’anno successivo, sposò Pedro Gallego de Andrade. Da lui ebbe un figlio, Juan de Andrade, ma nel 1531 rimase vedova per la seconda volta.

L’ultimo e definitivo matrimonio vide l’unione di Isabel con Juan Cano de Saavedra, esploratore giunto in Messico con Pánfilo de Nárvaez contro Cortés, ma con il quale si era successivamente schierato dopo il ribaltamento del capitano.

Fu Juan Cano ad istruire Isabel sul funzionamento giuridico spagnolo, aiutandola nella richiesta dei privilegi, rivendicati ricorrendo al vincolo con Moctezuma di cui si presentava come erede legittima e facendo leva sulla Translatio Imperii, ovvero la devoluzione con atto ufficiale nei confronti di Cortés dell’impero mexica, che diveniva, quindi, vassallo della corona Spagnola.

Lamina 48 del Lienzo de Tlaxcala che mostra la resa di Cuauhtemoc di fronte a Cortés, accompagnato da Malinche.

Isabel, divenuta encomendera, si adattò al mondo coloniale, convertendosi alla religione cattolica e mantenendo, grazie anche al supporto del marito, un importante ruolo sociale e una vita piuttosto agiata.

La storia la riconosce come antitesi della figura di Malinche, identificandola come ultima principessa mexica, in opposizione agli invasori spagnoli e in continuità con il mondo indigeno di cui Malintzin è vista come traditrice.

Naturalmente non è facile per il mondo moderno giudicare tali definizioni, ma un aspetto importante da ricordare è il ruolo importantissimo delle donne nell’ambito della Conquista, coinvolte in quel processo di adattamento e meticciato che porterà alla società del Messico dei nostri  giorni.

Pubblicato da Francesca Scarioli

Mi chiamo Francesca e sono un’archeologa specializzata in arte azteca presso l’Università di Bologna. Alas Para Volar è la mia casa, dove condivido con il mondo la mia passione per la cultura messicana, nell’intento di poterla diffondere soprattutto in Italia, dove spesso poco si conosce di questo meraviglioso paese.

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