Vivaldi e il “Motezuma”, il Messico a Venezia.

Chi nel mondo non conosce Antonio Vivaldi?

L’autore delle Quattro Stagioni, il “prete rosso”, uno dei compositori più importanti del Settecento, indissolubilmente legato alla città di Venezia, per tanti anni dimenticato e riscoperto in tutto il suo splendore nel Novecento.

Presunto ritratto di Antonio Vivaldi, conservato presso il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna.

Ma cosa ha a che fare tutto questo con il Messico? E quale connessione ha la musica barocca con la cultura messicana? La risposta è semplice: l’Opera.

Se Vivaldi, infatti, è famosissimo come violinista e compositore, non è noto a tutti che intraprese anche l’attività di impresario teatrale, di opere di cui egli stesso era autore, protagonista indiscusso negli anni Trenta del Settecento, quando Venezia era per il “bel canto” riferimento per tutta Europa.

Nel 1733 succede però qualcosa di inaspettato. In un mondo operistico legato principalmente all’idealizzazione del mondo greco, Vivaldi sceglie come soggetto il Messico, componendo un’opera dedicata al più famoso dei tlaltoani mexica: Moctezuma Xocoyotzin.

Il Motezuma debutta il 14 novembre 1733 al Teatro Sant’Angelo, musica di Vivaldi su libretto di Alvise Giusti, per una libera interpretazione della storia della Conquista, con una ricostruzione delle ultime ore di vita di Moctezuma, prigioniero di Hernán Cortés, rielaborate in chiave operistica. Moctezuma non viene assassinato, sua figlia si innamora di un Conquistador e assistiamo persino ad un lieto fine!

L’imperatore Moctezuma II nell’opera di Rodriguez Antonio, oggi a Palazzo Pitti a Firenze.

Dopo la morte di Vivaldi, come fu destino comune per molte altre delle sue opere, la partitura andò persa fino alla sua riscoperta nel 2005 presso gli archivi della Singakademie di Berlino, che, pur mutila di parti significative ha reso possibili nel tempo nuovi allestimenti scenici; tra queste la recente riscrittura dell’opera nel 2019 da parte del messicano Samuel Máynez, con l’apporto degli esperti Alfredo López Austin e Miguel León-Portilla, come replica indigena della Conquista.

Il Motezuma è un’opera diversa da tutte le altre, innovativa e matura dal punto di vista musicale, ma più di ogni altra cosa un vero e proprio primato: per la prima volta nella storia della musica classica, infatti, il tema principale di un’opera è la conquista dell’America. Il Messico a Venezia.

Pubblicato da Francesca Scarioli

Mi chiamo Francesca e sono un’archeologa specializzata in arte azteca presso l’Università di Bologna. Alas Para Volar è la mia casa, dove condivido con il mondo la mia passione per la cultura messicana, nell’intento di poterla diffondere soprattutto in Italia, dove spesso poco si conosce di questo meraviglioso paese.

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