Il massacro di Tóxcatl: verso la “Noche Triste”.

Nel 2021 ricorrono i 500 anni di un episodio storico conosciuto come “Noche Triste” (notte triste), avvenuto nel luglio del 1520, in cui i Mexica riuscirono a mettere in fuga gli Spagnoli dalla propria capitale, Tenochtitlan. Una vittoria effimera, solo l’inizio di una serie di eventi che avrebbero portato alla finale e definitiva supremazia da parte dell’esercito spagnolo con la formazione della Nuova Spagna.

Massacro della festa di Tóxcatl raffigurato nel codice Durán. Da notare l’estrema violenza dell’episodio, avvenuto ai piedi del Templo Mayor qui rappresentato in chiave contemporanea rispetto all’autore.

Questa vicenda fu preceduta, tuttavia, da una serie di accadimenti che portarono i rapporti tra la popolazione tenochca (di Tenochtitlan) e gli Spagnoli a deteriorarsi sempre di più, tra questi quello che viene definito il massacro di Tóxcatl, uno degli episodi più cruenti della cronaca della Conquista.

Ma facciamo un passo indietro. Gli Spagnoli sono arrivati a Tenochtitlan nel novembre del 1519 e sono stati alloggiati nel palazzo di Axayacatl, dove anche Moctezuma, insieme ad altri esponenti della nobiltà, viene tenuto in una sorta di prigionia preventiva.

Pagina del Codice Fiorentino che descrive la festa del Tóxcatl.

Nel maggio del 1520 sorgono alcuni problemi per Cortés. Pánfilo de Narváez, infatti, è stato inviato a Cempoala, sulla costa, per destituire il Conquistador, accusato di tradimento nei confronti della Corona in quanto la sua missione non è stata ufficialmente autorizzata. Cortés non può far altro che partire per risolvere la questione; porta con sé parte dell’esercito spagnolo e un buon numero di guerrieri Tlaxcaltechi (nemici dei Mexica che nel frattempo si erano uniti agli europei nella battaglia contro Tenochtitlan), lasciando il resto delle truppe in città, sotto il controllo di Pedro de Alvarado, altro suo fidato capitano spagnolo. Ed è in questo momento che accade qualcosa di inaspettato.

Il capitano Pedro De Alvarado.

La festa di Tóxcatl, fa parte di un gruppo di venti giorni del calendario adottato dai Mexica, una “veintena”, dedicata alle principali divinità del pantheon azteco: Tezcatlipoca e Huitzilopochtli, entrambi legati alla guerra e alla regalità, in particolare alla figura del Tlatoani, l’imperatore.

Ai Mexica viene concesso da parte degli Spagnoli, il permesso di mettere in atto le celebrazioni a patto che non ricorressero a sacrifici. La situazione però sembra degenerare improvvisamente e, per ordine di Alvarado, i nobili mexica che stavano partecipando ai festeggiamenti ai piedi del Templo Mayor, vengono circondati e barbaramente uccisi, senza lasciar loro nessuna via di uscita. I codici e le testimonianze degli stessi soldati cronisti riportano l’efferatezza di questo episodio, un sanguinoso massacro senza precedenti, che compromette in maniera definitiva i rapporti tra Moctezuma e gli Spagnoli.

Ma perché succede tutto questo?

Cortés, al suo rientro da Cempoala, risolto il problema con Narváez, trova la popolazione tenochca insorta, mentre Alvarado tenta di giustificare l’accaduto. Dice, infatti, che girava la voce tra i guerrieri Tlaxcaltechi, che i Mexica stavano progettando una ribellione, proprio in seguito alla festa di Tóxcatl, per questo il capitano spagnolo avrebbe dato l’ordine di intervenire, per cogliere di sorpresa la nobiltà mexica, evitando così l’insurrezione. A sua difesa Alvarado racconta di aver notato alcuni mexica tentare di spostare una statua della Vergine posta nel Templo Mayor a soppiantare quella delle divinità azteche, cosa che non poteva assolutamente permettere che avvenisse.

Il sanguinoso episodio raccontato anche nel Codice Fiorentino. Come nelle altre versioni, si può vedere come i nobili mexica vengano sorpresi durante la cerimonia. Il dettaglio dei suonatori di tamburi a cui vengono tagliate le mani è presente in tutte le raffigurazioni.

Racconta poi, di vedere una statua di amaranto trasportata sulla sommità del tempio con dei prigionieri legati ad essa. È possibile che ciò che racconta Alvarado sia avvenuto con una certa probabilità; la festa di Tóxcatl, infatti, prevedeva la scelta di un giovane guerriero/prigioniero che per un anno divenisse la personificazione di Tezcatlipoca per poi essere sacrificato al culmine delle celebrazioni, mentre una statua di amaranto a rappresentare Huitzilopochtli veniva in seguito suddivisa in tanti pezzi poi distribuiti anche all’imperatore. Alvarado libera i prigionieri e tenta con la tortura di ottenere informazioni relative alla ribellione mexica che viene in seguito confermata, anche dal figlio dello stesso Moctezuma, ugualmente sottoposto  alle torture.

Pagina del Codice Azcatitlan. In questa raffigurazione si nota sulla scalinata del Templo Mayor anche Moctezuma, con una freccia che gli trafigge una gamba. Sono diverse le versioni della morte del Tlatoani mexica nelle fonti, qui relazionata al massacro del Tóxcatl.

Gli storici non sono tutti concordi nel confermare l’eventualità di una possibile insurrezione nei confronti degli Spagnoli. Alcuni ipotizzano tale scenario in quanto è noto che Narváez fosse in comunicazione con Moctezuma, al quale prometteva la destituzione di Cortés e la restituzione dell’impero mexica. Motivo che avrebbe potuto rendere tale momento come una buona occasione per liberarsi degli Spagnoli.

Al di là di ogni probabilità, è certo che tale episodio portò alla completa esacerbazione dei rapporti e, pare, secondo le fonti spagnole, anche alla morte di Moctezuma, colpito in testa da una pietra scagliata mentre, mostrandosi dal tetto del palazzo in cui era tenuto prigioniero, tentava di calmare la popolazione di Tenochtitlan. La tensione sempre maggiore tra i due schieramenti portò alle armi e alla successiva cacciata degli Spagnoli dalla città il 1 luglio 1520, la nota “Noche triste” di cui parleremo in un prossimo post.

Pubblicato da Francesca Scarioli

Mi chiamo Francesca e sono un’archeologa specializzata in arte azteca presso l’Università di Bologna. Alas Para Volar è la mia casa, dove condivido con il mondo la mia passione per la cultura messicana, nell’intento di poterla diffondere soprattutto in Italia, dove spesso poco si conosce di questo meraviglioso paese.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: