Teotihuacan, la città degli dei.

È uno dei siti archeologici più noti e visitati al mondo, la più grande città del continente americano, che nel momento del suo massimo splendore intorno al V secolo d.C. ospitava circa 200 mila abitanti. Teotihuacan, “Il luogo tenuto dagli dei”, o almeno così vi si riferivano in náhuatl i Mexica molti anni più tardi. La sua importanza per la storia della Mesoamerica è fondamentale, eppure poche sono le informazioni che permettono di indagare a fondo sulla città. Non si conosce quale fosse il suo nome reale, non vi sono bassorilievi, non un nome che risalti o calcoli del Conto Lungo calendarico; se paragonata alla ricchezza di elementi informativi che caratterizzano il mondo Maya classico, essa rappresenta un enorme enigma.  

Vista sulla Calzada de los muertos dalla piramide della luna.

Teotihuacan era una città multietnica. Era riuscita a dominare in modo più o meno diretto capitali maya come Tikal, spingendosi con la propria influenza fino allo stato zapoteco di Monte Albán e tuttavia, verosimilmente, non fu mai governata da un singolo sovrano, ma piuttosto da un sistema di governo collettivo, definito dagli studiosi con il termine corporate, che condivideva un’ideologia politica e religiosa fondata sulla figura del Serpente Piumato, divinità capace di riunire sotto la sua egida una popolazione variegata e plurilinguistica. Fu probabilmente la sua fama di importante centro religioso a spingere la popolazione del circostante territorio del Bacino del Messico, per lo più legata ad un contesto agricolo, ad inurbarsi e a costituire qui una nuova città, oggi universalmente nota in particolare per i suoi monumenti.

Alle mie spalle una delle due piramidi.

Lungo il viale principale la Calzada de los muertos (Viale dei Morti), sul quale si organizza con una struttura ortogonale l’interno centro suddiviso in 4 quadranti, si ergono, infatti, la Piramide del Sole e, sull’estremo lato settentrionale, la Piramide della Luna, presumibilmente realizzate nella prima fase di crescita della città. Gli studiosi hanno ipotizzato che fossero dedicate rispettivamente al dio della pioggia Tláloc la prima e ad una Grande Dea delle acque terrestri e della fertilità la seconda. A conferma vi sarebbe, infatti, la localizzazione di una grotta al di sotto della Piramide del Sole, utilizzata come santuario per una divinità acquatica. La presenza di tale grotta con al di sopra la struttura piramidale andava a riproporre uno dei principali modelli cosmologici mesoamericani, ovvero quello della montagna con all’interno la grotta da cui affiorano gli esseri viventi, che appare anche nei più antichi altari olmechi. Il rinvenimento di corpi di bambini sacrificati agli angoli dei suoi gradoni, poi, si ricollega a pratiche rituali legate al culto delle divinità acquatiche.  Tutto, dalla suddivisione ortogonale in quattro parti, alla costruzione delle piramidi, è un esplicito rimando alla simbologia cosmica, che fa di Teotihuacan una città fertile e florida.  

Un altro noto monumento teotihuacano è, senza dubbio, il tempio di Quetzalcóaltl, situato nel complesso architettonico della Cittadella. Si tratta di una piramide alta una ventina di metri, con una base di 60×65 decorata da serpenti piumati resi a basso rilievo circondati da elementi acquatici, le cui teste a tutto tondo sporgono dai gradoni della piramide, uscendo da una sorta di fiore. Quetzalcóatl è, infatti, insieme a Tláloc una delle divinità più importanti a Teotihuacan.

Facciata del tempio di Quetzalcóatl.

Mentre per le successive culture tolteca e mexica si tratta di un sovrano e quindi di una persona in carne ed ossa, qui a Teotihuacan questo aspetto non emerge e ci troviamo di fronte unicamente alla figura di un crotalo ricoperto di piume ondulate di Quetzal, la cui rappresentazione più antica è proprio quella legata a questo tempio risalente a circa il 200 d.C. Tra le sue spire si notano delle figure che portano i cerchi sugli occhi e il copricapo tipici della divinità della pioggia Tláloc e, infatti, se Tláloc era associato alla montagna e alla pioggia (oltre che alla guerra in ambito teotihuacano), Quetzalcóatl era il vento foriero di pioggia che precedeva Tláloc, spesso ritratto anche mentre versa acqua dal corpo o dalla bocca o mentre trasporta lo stesso Tláloc sulla schiena. Secondo alcuni studiosi, la costruzione di un ulteriore edificio successivo addossato al tempio, in modo da coprirne quasi completamente la facciata, sarebbe da attribuirsi ad una reazione contro la centralizzazione del potere da parte, verosimilmente, di un gruppo di individui che potrebbe essersi identificato con il copricapo raffigurato sul corpo del serpente piumato, con Quetzalcóatl come propria divinità protettrice.

Ho voluto descrivere brevemente i tre monumenti principali di Teotihuacan, poiché condensare in poco spazio la storia di questa città è complesso, sarebbe impossibile non poter citare la pittura murale e vascolare, il sistema di scrittura e comunicazione “alternativo” rispetto alle altre realtà mesoamericane e tutta la produzione artistica ivi rinvenuta, nei quartieri popolati da individui maya, zapotechi e dell’Occidente del Messico, a formare una città cosmopolita e multietnica.

Questo centro è stato, infatti, importantissimo per tutte le altre regioni mesoamericane. Per la grande sacralità del luogo, che si impone come prototipo di città sacra, dove il potere esercitato è supremo e percepito come saldo e assoluto, ma anche grazie alla potenza militare, che permise a Teotihuacan di intervenire nei legami dinastici di altre realtà come quella maya e zapoteca.

I Mexica, che scopriranno Teotihuacan più tardi, verranno in contatto con le vestigia archeologiche di questa città, segni dell’antica occupazione del luogo che fu interpretato come opera divina. Vi è prova, infatti, che i Mexica non solo compissero pellegrinaggi a Teotihuacan, ma che vi eseguirono anche azioni di scavo per ottenere reliquie in seguito modificate e reimpiegate all’interno delle offerte del Templo Mayor, come è il caso, per esempio, delle maschere teotihuacane. Qui i Mexica collocano l’avvenimento della nascita del Quinto Sole e numerosi altri aspetti influenzeranno la produzione artistica e architettonica di questa cultura successiva.

Teotihuacan era, insomma, il centro dell’universo mesoamericano e spero con questo sintetico post di avervi ispirato a scoprire un po’ di più su questo meraviglioso luogo ricco di storia e significato.

Pubblicato da Francesca Scarioli

Mi chiamo Francesca e sono un’archeologa specializzata in arte azteca presso l’Università di Bologna. Alas Para Volar è la mia casa, dove condivido con il mondo la mia passione per la cultura messicana, nell’intento di poterla diffondere soprattutto in Italia, dove spesso poco si conosce di questo meraviglioso paese.

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