Disco de la Muerte

Il cosiddetto Disco de la Muerte fu ritrovato nel 1963 durante scavi archeologici nei pressi della piramide del Sole a Teotihuacan e rappresenta un volto scheletrico con la lingua in evidenza, circondato da una sorta di aureola simile a carta plissettata. Secondo gli studiosi potrebbe corrispondere ad un periodo tardo e trattarsi, quindi, di un manufatto di epoca mexica. Teotihuacan, infatti, ha esercitato un ruolo di notevole importanza per tutta la Mesoamerica e quando i gruppi nahua, posteriormente all’abbandono della città, si insediarono nella valle del Messico, non sapendo chi avesse fondato questo centro, attribuirono al luogo un carattere sacro. Ne sono la testimonianza i pellegrinaggi dei Mexica, che spesso modificarono e riutilizzarono oggetti qui ritrovati, come è possibile vedere dalla ofrendas del Templo Mayor. Anche in questo caso potrebbe, quindi, trattarsi di una scultura posteriore legata alla divinità della morte Mictlantecuhtli. La pietra potrebbe relazionarsi al sacrificio umano o alla morte del sole.

🇬🇧 The so-called Disco de la Muerte was found in 1963 during archaeological excavations near the Pyramid of the Sun in Teotihuacan. It represents a skeletal face with his tongue out, surrounded by a halo similar to pleated paper. According to scholars, it could be dated to a late period and therefore be an artefact from the Mexica era. Teotihuacan, in fact, played a role of considerable importance throughout Mesoamerica and when the Nahua groups settled in the valley of Mexico, they didn’t know who had founded this centre and attributed a sacred character to the place. Evidence of this is provided by the pilgrimages of the Mexica, who often modified and reused objects found here, as can be seen in the ofrendas from the Templo Mayor. Therefore, this could be a later sculpture related to the deity of death Mictlantecuhtli. The stone could relate to human sacrifice or the death of the sun.

Pubblicato da Francesca Scarioli

Mi chiamo Francesca e sono un’archeologa specializzata in arte azteca presso l’Università di Bologna. Alas Para Volar è la mia casa, dove condivido con il mondo la mia passione per la cultura messicana, nell’intento di poterla diffondere soprattutto in Italia, dove spesso poco si conosce di questo meraviglioso paese.

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