Monica Marelli: quando la scienza incontra l’arte.

Nella vita si tende spesso a privilegiare una visione bipartita e piuttosto netta: prima fra tutte la brutale suddivisione tra tutto ciò che è pertinente l’ambito umanistico e quello scientifico! Ma chi lo dice che arte e scienza non possano incontrarsi o persino collimare?! Qui ad Alas para volar ne abbiamo la prova vivente! E mi riferisco all’enorme sensibilità di Monica Marelli, nata a Milano, fisica teorica e giornalista freelance, che con le sue pubblicazioni è riuscita a farci notare un mondo di incredibili sfumature.

Monica ha raccontato la fisica ai bambini attraverso La fisica del miao e La fisica del bau, autrice di numerosi volumi tra i quali Perché i gatti si fanno di erba e noi siamo pazzi di loro; Hanno taggato Biancaneve; Questa è la storia di un gatto senza memoria e da ultimo Cosa c’è nel mio cibo?, collabora con importanti riviste femminili e di divulgazione scientifica, adora i gatti, ama dipingere (recente la sua mostra personale Alla luce del cuore, nel maggio scorso) ma soprattutto…è una grandissima ammiratrice di Frida Kahlo!

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Io e Monica in una fredda Bologna…dopo aver visitato la mostra di Frida naturalmente!

Mi ha regalato questa piccola intervista, all’interno della quale una grande amica del blog si racconta. Spaziando tra riflessioni che ci portano a discorrere non solo di Frida ma di quanto l’arte possa cambiare la nostra percezione del mondo che ci circonda, ci ha donato un momento di profonda emozione.

Parlaci un po’ di te. Chi è Monica Marelli? Quali erano i tuoi sogni e le tue aspirazioni da bambina?

Quand’ero bambina sognavo di fare la veterinaria! Prendevo tutti i pupazzi (ovviamente gatti!), li mettevo in fila come se fossero in sala d’aspetto e poi li visitavo uno ad uno… Poi crescendo ho cambiato idea: volevo studiare le stelle, fare l’astronoma. E quando è stato il momento di scegliere l’università, ho scelto con tutta la passione di cui disponevo, di studiare Fisica. I motivi sono tanti. Per me capire come funziona il mondo è fondamentale e ha una forte azione antistress! E’ così rassicurante sapere che tutto ha una regola e una legge…Naturalmente non è proprio così, me ne rendo conto, ma la Fisica ha un fascino infinito. Bastano un paio di riflessioni et voilà, ci si trova in territori misteriosi (che cos’è il tempo? avete mai pensato che il tempo è l’unica cosa che si può misurare con precisione ma non si può toccare?… E la fisica quantistica, con il suo imprevedibile scorrere sotterraneo…Ok, mi fermo qui se no non la smetto più!). Ero anche una bambina molto sola, sono nata in un quartiere storico di Milano (la Bovisa) dove spazi per giocare con altri bambini non c’erano e quindi passavo molto tempo a casa con mia nonna. E così ho iniziato a disegnare, per ore e ore… Oggi faccio la giornalista freelance e la divulgatrice scientifica (ho scritto diversi libri) e ho ripreso a dipingere dopo tanti anni: mi ero fermata con la morte di mia nonna. Nel maggio di quest’anno ho fatto la mia prima mostra: è stata una delle più belle emozioni della mia vita. Sono vegetariana per motivi etici da quasi sette anni e mi batto per la fine della sperimentazione animale.

Hai sempre immaginato di “lavorare con le parole”?

No, non pensavo che un giorno le parole scritte sarebbero diventate parte di me. Ho iniziato a dedicarmi al giornalismo soltanto dopo la laurea, quando ho scoperto che scrivere la tesi era divertente, stimolante e che c’era tanto bisogno di divulgazione. Furono anni bellissimi: lavoravo per tante testate, soprattutto per il mensile Newton, un capolavoro della divulgazione italiana. Poi le cose sono cambiate: e sappiamo tutti che oggi la crisi dell’editoria non si risolverà molto facilmente.

Come hai conosciuto Frida, invece, e qual è il tuo rapporto con il suo personaggio?

Ho scoperto Frida l’anno scorso, in una giornata d’estate. Non stavo bene e facendo zapping alla tv mi sono imbattuta nel film. E sono rimasta affascinata. Decisi che volevo saperne di più… Ho perso il conto di quanti libri ho letto su di lei! E oggi io la amo. Non saprei usare altre parole per descrivere il mio rapporto con lei. Ho una autentica venerazione. Sul desktop del mio computer c’è la sua foto. E dopo mia nonna, è la donna che prendo come esempio. Alle volte, quando sono in grosse difficoltà nella vita, mi chiedo: cosa farebbe mia nonna? E Frida?

Frida ha in qualche maniera influenzato il tuo modo di dipingere? E se sì come?

Sì, Frida ha influenzato molto la mia pittura nel senso che finalmente ho capito che potevo “usarla” per esprimere quello che stavo vivendo, fra cui una dolorosissima rottura sentimentale, che non ero ancora riuscita a esprimere a parole. Sì, ho scritto un po’ la storia nel mio ebook “All’Ufficio dell’Amor Perduto” ma lì non c’è tutto. Perché? Non lo so, forse per pudore, forse perché temo di annoiare chi mi legge. E così Frida mi è venuta a salvare: sono riuscita a mettere sulla tela tutto il mio dolore, la mia paura di vivere, il mio stordimento davanti a un evento che mi ha cambiato la vita. Da quando ho scoperto Frida, non ho più avuto paura di esprimermi, almeno attraverso la pittura. E il fatto che chi ha sbriciolato il mio cuore si chiami Diego, è una curiosa coincidenza, che ora mi fa molto sorridere!

Quindi sei d’accordo quando si dice che in ogni donna c’è un po’ di Frida perché ognuna di noi, nel suo piccolo, ha dovuto affrontare grandi sofferenze e storie d’amore importanti che hanno lasciato il segno? Credi sia davvero così, che Frida rappresenti una sorta di archetipo?

Domanda molto interessante. Direi di sì ma aggiungendo anche una cosa fondamentale: Frida ha sofferto molto ma ha sempre lottato per rimanere viva, soprattutto psichicamente e spiritualmente. Ricordo di aver letto nella sua biografia che quando amici e parenti andavano a trovarla in ospedale, era Frida che tirava su di morale loro, era Frida che non rinunciava a ridere e a raccontare barzellette sporche. E’ questa la vera forza. E’ questo l’archetipo di donna che mi immagino: coraggiosa perché affronta ogni giorno i propri demoni, demoni che non ha costruito da sola ma che gli sono stati imposti da una vita a tratti molto sfortunata. Un aspetto che, per la mia personale esperienza, manca a molte donne, che preferiscono subire e pensare che “tanto le cose vanno così”. Le storie d’amore che Frida ha vissuto sono sempre state intense: nel suo cuore c’era sempre Diego ma era riuscita a innamorarsi di altri perché lei non aveva paura, dimostrando così che dell’amore non abbiamo capito niente, che ci hanno raccontato un mucchio di frottole. Che ogni persona è unica, che ogni amore rispetta solo le proprie regole. Frida per esempio si innamorò realmente di Nickolas Muray ma sappiamo che non smise mai di amare Rivera.

In uno dei post più recenti del blog si è affrontato il tema del femminismo e il suo legame con Frida, qual è la tua opinione?

Il tema del femminismo è un tema a cui tengo moltissimo. Sì Frida è stata una femminista ante litteram e ora mi chiedo: dove è finita la nostra voglia di cambiare? Di farci rispettare? Sapete, una delle cose che più mi fa arrabbiare è…il linguaggio. Perché esistono i figli di puttana, quindi figli di una donna di facili costumi? E perché una donna non può fare l’amore o il sesso con chi le pare e quanto le pare senza essere etichettata come una puttana? E perché è la madre dei cretini ad essere sempre incinta? Le parole sono potenti, le parole forgiano il nostro pensiero, entrano nella mente, vivono nell’anima ed escono allo scoperto attraverso la nostra voce e la nostra scrittura. E allora cominciamo a cambiarle. Il femminismo può passare anche da qui. Io non concepisco il femminismo come un mettersi contro ai maschi ma come un risveglio delle coscienze. Le donne guadagnano meno, le donne hanno molto meno successo in campo lavorativo… L’ho provato anche io sulla mia pelle. Ma non smetto di sperare che un giorno le cose cambieranno. Non so come e grazie a chi, ma cambieranno.

Pensi che potrebbe esistere una nuova Frida in tempi come quelli che stiamo vivendo? In grado di andare incontro al cambiamento, soprattutto parlando delle difficili condizioni in cui versano le donne nei diversi angoli del mondo?

Penso che esistano tante Frida sconosciute intorno a noi. Tante bellissime donne che ogni giorno lottano per la propria felicità e per quella di chi amano, figli, animali, compagni che siano. Non riesco a identificarne una perché in ogni caso i personaggi mediatici sono sempre un po’ costruiti, soprattutto in quest’epoca dove si photoshoppano anche i sentimenti.

Un grazie enorme a una grande professionista ma soprattuto ad una splendida persona!

Qui il link per apprezzare il lavoro di Monica Marelli:

Monica Marelli- Sito Ufficiale

Pubblicato da Francesca Scarioli

Mi chiamo Francesca e sono un’archeologa specializzata in arte azteca presso l’Università di Bologna. Alas Para Volar è la mia casa, dove condivido con il mondo la mia passione per la cultura messicana, nell’intento di poterla diffondere soprattutto in Italia, dove spesso poco si conosce di questo meraviglioso paese.

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