Dia de Muertos e Ofrenda- la morte come cultura viva.

cultura_dia_de_muertos_altar_mixquic-2

Il Dia de Muertos messicano affonda le sue radici nelle tradizioni preispaniche del paese, in particolare nella cultura azteca. Questa antica popolazione riteneva, infatti, che l’anima fosse immortale e una volta giunta alla fine della propria vita mortale compisse un viaggio verso un luogo mitico al quale erano destinate le anime di tutti i defunti: il Mictlán. Senza applicare nessuna distinzione tra buoni o cattivi, per arrivare al cospetto di Mictlantecuhtli e della paredra Mictecacíhuatl, divinità che presiedevano a questo universo oltremondano, l’anima doveva affrontare una serie di prove, guidata dalla divinità canina Xólotl. Per affrontare questo viaggio i defunti venivano deposti insieme ad armi, nel caso di personalità importanti schiavi, e a tutti i rifornimenti necessari; ed è proprio da qui che nasce l’Ofrenda, l’offerta in termini di cibo, acqua e altri elementi simbolici, utili all’anima del dipartito a compiere il viaggio inverso e cioè a riunirsi in questo particolare giorno dell’anno con i suoi cari ancora in vita. Con la diffusione del cattolicesimo si cercò di imporre un maggiore rigore a questo modo di celebrare la morte ma la tradizione prevalse e il risultato fu di inglobare questa usanza nel giorno di Ognissanti con l’inserimento della simbologia cristiana a creare una commistione con la tradizione indigena.

L’altare dei morti è quindi uno dei cardini di questa festa e viene installato in ambiente domestico per rendere omaggio ai defunti della famiglia o a personaggi illustri.

Ma che cos’è esattamente?

img_6183

Ofrenda del dia de muertos del 2018 al Panteón de Dolores, Città del Messico.

Si tratta di una piattaforma sulla quale viene posta un’offerta, di fiori e alimenti per sostentare il defunto nel suo viaggio verso il mondo dei vivi e altri oggetti simbolici. Ma fiori e cibo non sono gli unici elementi di questi altari, che si compongono di diversi livelli, da un minimo di due ad un massimo di sette. Due livelli simboleggiano la contrapposizione tra cielo e terra e i suoi frutti; tre livelli si rifanno a cielo, terra e oltremondo con un rimando alla tradizione cattolica della Trinità; sette livelli, il tipo di altare maggiormente diffuso, rappresentano gli ostacoli che l’anima deve affrontare per giungere al riposo eterno richiamando la magia legata a questo numero che dagli aztechi era considerato il numero del destino.

Ecco gli elementi che non possono mancare se vogliamo allestire una vera Ofrenda méxicana:

Profumi: Nella versione più tradizionale sono previsti diversi elementi aromatici per purificare l’anima. Il più diffuso è la resina di copale, il Copal, il cui particolare profumo sembrerebbe fungere da guida al defunto nel suo percorso di ritorno verso i vivi. In lingua náhuatl la parola Copal si riferisce a tutte le piante che producono resina, il cui odore si espande nel momento in cui vengono bruciate. In epoca preispanica era utilizzato a scopo cerimoniale ma anche come offerta alle divinità. Delle otre centinaia di specie che crescono spontaneamente su tutto il continente americano, l’80% si trova in Messico, dove quello di uso più comune è il Copal blanco utilizzato anche in occasione del Dia de Muertos come incenso.

Papel picado: Il Papel Picado, letteralmente “carta forata” è una carta velina colorata e incisa a creare diverse immagini e fantasie, spesso motivi allegorici connessi alla morte, che viene utilizzata per decorare l’altare dedicato ai morti. L’origine di questa tradizione sarebbe da ricercarsi nel mondo azteco, dove spesso ci si avvaleva di elementi in carta in contesto religioso e rituale. Il Papel Picado rappresenterebbe il dualismo tra vita e morte ma anche la raffigurazione del vento, a causa della sua duttilità. Utilizzato in più occasioni e festività dona alla nostra Ofrenda colore e allegria. Il villaggio di San Salvador Huizcolotla, nello stato di Puebla, è conosciuto come culla della lavorazione di questa forma di artigianato.

altar-de-muertos

Candele: a rappresentare il fuoco e la connessione con l’aspetto religioso, oltre che a fungere da guida nel buio del cammino.

calavera_azucar_sugar_skull_ofrenda_dia_muertos_orizaba_veracruz_mexico.jpg

Acqua: Il significato principale è quello di saziare la sete dello spirito ma nella simbologia indigena indicava anche la rappresentazione di un cenote. Per Maya e Aztechi infatti questi pozzi sacri coincidevano con la porta per il mondo dei defunti.

Fiori: I fiori nella Ofrenda onorano il defunto e rappresentano i frutti della terra. Il fiore associato per eccellenza al dia de muertos é il Cempasúchil, dalla lingua náhuatl cempohualxochitl ovvero “fiore dai venti petali” o “venti fiori”. Si tratta del tagete, fiore della famiglia dei garofani. L’altare per i defunti viene cosparso dei suoi petali che, secondo la tradizione, si crede illuminino il loro cammino di ritorno in visita presso i vivi.

Pan de muerto :é un tipo di pane dolce derivante da un antico pane al mais azteco, dall’aroma di arancia e cosparso in superficie di burro e zucchero. La sua forma circolare rappresenta il ciclo di vita e morte, la parte superiore simboleggia il cranio e le ossa dei defunti. Si tratta del dolce tipico della festa dei morti e Ognissanti; ideato in moltissime varianti e farciture è uno degli elementi principe dell’Ofrenda, conosciuto un tutto il mondo.

Calaveritas de azúcar: Tra le offerte alimentari si distinguono sopra ogni altra cosa i teschi di zucchero, decorati con fiori e coloratissimi possono anche recare sulla fronte il nome della persona alla quale sono dedicati…e non solo defunti! Esiste infatti la consuetudine di farne dono anche ai vivi, poiché mangiando e addentando la calaverita si rinnova simbolicamente la vittoria della vita sulla morte. Le calaveritas de azúcar ricordano inoltre lo tzompantli azteco, sorta di struttura a griglia sulla quale venivano esposti i crani in seguito ai sacrifici rituali; con l’arrivo degli spagnoli i crani veri e propri vengono sostituiti da questi dolci, grazie alla diffusione della tecnica della lavorazione della pasta di zucchero detta alfeñiques.

pandemuerto.jpeg

Tra gli elementi essenziali sono naturalmente da includere una fotografia ed alcuni effetti personali del defunto, vestiti oppure oggetti rappresentativi. Spesso nell’altare è posta anche la figura del cane, della razza senza pelo del Xoloitzcuintle, a rappresentare Xólotl, guida dell’anima all’interno del Mictlán.

Questa consuetudine, di celebrare la morte in una visione gioiosa di riunione con i propri cari defunti, spesso non è circoscritta all’ambiente domestico ma possiamo vedere allestiti presso i cimiteri veri e propri altari come quelli appena descritti, nel tentativo di creare un momento di condivisione tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

senza-titolo1

Certo per noi non è affatto usuale questo tipo di visione della festa dedicata ai defunti, ma possiamo affermare senza indugi che in Messico la morte è cultura viva oltre che vera e propria celebrazione del mondo dei viventi; nel rispetto della natura umana e nella speranza di ritrovare i propri cari accanto a sé anche se per pochi giorni all’anno.

Pubblicato da Francesca Scarioli

Mi chiamo Francesca e sono un’archeologa specializzata in arte azteca presso l’Università di Bologna. Alas Para Volar è la mia casa, dove condivido con il mondo la mia passione per la cultura messicana, nell’intento di poterla diffondere soprattutto in Italia, dove spesso poco si conosce di questo meraviglioso paese.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

<span>%d</span> blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: