Gli animali come emblemi nell’arte di Frida Kahlo: Il cane.

É noto quanto gli animali giochino spesso un ruolo fondamentale nella pittura di Frida Kahlo, protagonisti, insieme alla pittrice, di numerosi autoritratti o parte integrante dei paesaggi rappresentati. Si è già visto come tale fenomeno abbia interessato scimmie e pappagalli, altra importante figura è quella del cane. 

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La divinità canina Xolotl nel codice prehispanico Fejervary-Mayer.

Nella mitologia mesoamericana il cane assumeva un importante valore simbolico, specialmente in ambito azteco. Sotto il comando del signore dell’oltretomba Mictlantecuhtli aveva, tra le numerose prerogative, il compito di accompagnare il defunto attraverso i nove livelli del Mictlan, il mondo dei morti. 

Questa particolare razza di cane definita Xoloitzcuintle (dall’unione delle parole Xolotl e itzcuintle e cioè “cane del dio Xolotl“), o cane nudo messicano, è molto diffusa ancora oggi e trova ampio spazio nell’arte di Frida Kahlo così come nella sua vita quotidiana. La pittrice, come noto, amava infatti circondarsi di tali animali d’affezione che le facevano compagnia nelle lunghe giornate trascorse sia alla Casa Azul che a San Ángel.

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Questa figura assume diversi significati a seconda del contesto in cui si incontrano e del messaggio che la pittrice vuole trasmettere all’osservatore; ecco una breve carrellata. 

Still Life (dedicato a Samuel Fastlicht), 1951. 

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In questo dipinto, dedicato al proprio dentista, Frida raccoglie una vasta gamma di frutti originari della sua terra, a partire dal mango per arrivare a melone e anguria; ognuna di queste con la caratteristica di avere fiori maschili e femminili, dando adito alla dualità simbolica presente in natura come quella tra uomo e donna, vita e morte o sole e luna. Tra l’abbondanza di agrumi e cucurbitaceae spicca un piccolo xoloitzcuintle, ritratto da uno dei reperti archeologici della collezione di Diego Rivera, a rappresentare, insieme alla bandiera messicana sullo sfondo, la profonda connessione alla proprio contesto culturale e alla tradizione prehispanica. 

Self portrait with Xoloitzcuintle, 1938. 

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Un inusuale senso di pace e di vuoto pervade quest’opera. Frida si dipinge al centro del campo visivo seduta su una seggiola, stagliandosi su un enorme sfondo grigio pallido; l’abito tehuana, già visto in numerose occasioni, tinto di nero. Il cane itzcuintli è rappresentato in basso a destra in dimensioni più ristrette del normale e, come sempre nell’arte di Frida, non vi è casualità.

Come citato in precedenza, il cane nella mitologia azteca era considerato guardiano del mondo dei morti e accompagnatore del defunto nel contesto oltremondano; l’animale ritratto qui non ha l’aspetto baldanzoso di un guardiano ma subisce un netto ridimensionamento, che H. Prignitz-Poda legge come un diversa interpretazione da conferire alla figura. Più che la funzione oltremondana pare, infatti, che la pittrice voglia soffermarsi sulla tradizione sacrificale dell’animale presso le antiche civiltà. Tutto nel dipinto sembrerebbe, quindi, alludere alla morte e al continuo faccia a faccia che Frida ebbe con essa nel corso della sua vita: l’abito scuro dell’artista; la sigaretta di marijuana al dito, impiegata per lenire il dolore fisico; il piccolo itzcuintli fermo ad ascoltare se la morte si avvicina.

Autoritratto con Scimmia, 1945.

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Già preso in esame parlando delle scimmie, ritroviamo anche qui la figura del cane. A collegare i tre personaggi del dipinto è un nastro dorato, che chiude il suo percorso avvolgendo la firma dell’artista in alto a destra. La pittrice e gli animali sembrano richiamare alla memoria le tre scimmie della tradizione buddhista: il primate con gli occhi sgranati che non vede il male, l’artista con le labbra serrate che non parla del male e il cane con le orecchie prominenti che non sente il male. La statua in terracotta alle spalle di Frida, non rappresenta solo il suo amore per l’antica cultura del Messico ma soprattutto fa riferimento ad una esperienza collocata nel passato della quale non riesce a parlare. Gli animali sono come degli alleati dell’artista ai quali ha confidato i suoi segreti, che rimarranno per sempre tali. In questo caso, pertanto, il cane è da interpretarsi come simbolo di protezione ed empatia.

 

Pubblicato da Francesca Scarioli

Mi chiamo Francesca e sono un’archeologa specializzata in arte azteca presso l’Università di Bologna. Alas Para Volar è la mia casa, dove condivido con il mondo la mia passione per la cultura messicana, nell’intento di poterla diffondere soprattutto in Italia, dove spesso poco si conosce di questo meraviglioso paese.

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