La Catrina, imagen mexicana sobre la muerte

La Catrina è probabilmente una delle figure più conosciute in Messico che, dapprima legata all’ambito sociale, si è convertita nella rappresentazione per eccellenza della morte e della festività ad essa legata.  

A creare la cosiddetta Calavera Garbancera fu José Guadalupe Posada, illustratore e caricaturista di Aguascalientes, il quale con questa denominazione si riferiva a tutte quegli individui di origine indigena che rinnegavano il proprio passato, fingendo di vivere secondo uno stile europeo che non gli si confaceva. Per questo motivo, infatti, il personaggio indossa unicamente un sombrero coperto di fiori e piume. 

 

A rendere famosa la Calavera Garbancera e a ribattezzarla con il nome di Catrina non fu però il suo autore bensì Diego Rivera. Il muralista, raffigurandola nel 1947/48 in Sueño de una tarde dominical en la Alameda Central contribuisce a formare le caratteristiche con cui tutti oggi conoscono il personaggio, arricchendola con eleganti abiti europei e un’imponente stola, mentre accompagna, tenendolo a braccetto, il proprio disegnatore. 

 

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Sueño de una tarde dominical en la Alameda central, dettaglio.

* Notate forse una figura familiare sulla sinistra? Si, è proprio Frida Kahlo! Il maestro Rivera ritrae spesso la moglie nelle proprie opere; qui la pittrice viene rappresentata come una madre, mentre poggia con fare protettivo una mano sulla spalla del giovane muralista; nell’altra un simbolo Ying-Yang a raffigurare la complementarità dei due amanti. *

 

Presto la calavera Catrina diventa il simbolo per eccellenza della morte. Conquista un ruolo di rilievo ad Aguascalientes, paese natio del caricaturista Posada, dove gli è stata dedicata una statua all’ingresso della città, ma anche in tutto il resto del Messico dove assume le vesti più disparate a seconda della località in cui ci si trova.

 

Nel 2001 la Catrina diventa anche personaggio animato nel cortometraggio Hasta los huesos di René Castillo. Appare qui proprio come la vediamo nel murales di Diego Rivera, esibendosi in una versione inframondana de La Llorona, interpretata dalla cantante Eugenia León.

 

Le origini di questo personaggio non possono prescindere dalla storia del paese, trovando negli antichi Aztechi solide radici. Sembrerebbe infatti riconducibile alla divinità azteca di Mictecacihuatl, regina del Mictlán, il mondo dell’aldilà, che aveva il compito di sorvegliare le ossa del defunto e presiedere alle festività legate al mondo dei morti. Le stesse festività che dall’antichità precolombiana si sono evolute nel Dia de muertos in seguito al sincretismo con la cultura spagnola.

Nel 2010 la Catrina ha compiuto ben 100 anni dalla sua creazione ma resta più attuale che mai, continuando ad ispirare il mondo dell’arte e della moda.

Pubblicato da Francesca Scarioli

Mi chiamo Francesca e sono un’archeologa specializzata in arte azteca presso l’Università di Bologna. Alas Para Volar è la mia casa, dove condivido con il mondo la mia passione per la cultura messicana, nell’intento di poterla diffondere soprattutto in Italia, dove spesso poco si conosce di questo meraviglioso paese.

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