Frida Kahlo questa illustre..conosciuta!

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Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderon nasce a Coyoacan, Messico, il 6 luglio 1907 figlia di Guillermo Kahlo tedesco emigrato in Messico, dove svolge la professione di fotografo, e Matilde Calderon, cattolica molto devota e conservatrice.

La vita della pittrice è segnata fin dalla giovane età dalla poliomelite, che contrae all’età di sei anni; situazione oggi rimessa in discussione sostenendo che si trattasse in realtà di una malattia congenita, la spina bifida, che comporta gravi problemi sia alla colonna vertebrale che alle gambe.

Da sempre da dimostrazione di un carattere indipendente, curioso, e di una grande vivacità intellettuale. Nel 1922 sostiene con successo l’esame di ammissione alla Scuola Preparatoria Nazionale, che l’avrebbe formata a compiere studi di alto livello. È in questo contesto che Frida sviluppa un senso critico nei confronti di arte e politica, entrando a far parte del gruppo dei Cachucas, il cui leader Alejandro Gomez Arias, sarà il suo primo grande amore. Il sogno di Frida di diventare medico si scontra però con un destino che aveva previsto per lei un’altra strada. Nel 1925 l’autobus su cui viaggiava con Alejandro si scontra con un altro mezzo, finendo in mille pezzi e includendo Frida nel numero dei feriti più gravi. Uno dei pali della vettura le trapassa il bacino, la gamba destra presenta molteplici fratture e la colonna vertebrale si rompe in più punti. La ragazza subisce diversi interventi ed è costretta, ingessata e immobilizzata, a letto per diversi mesi superando la tragicità delle sue condizioni attraverso dolorose terapie. È in questo periodo che, abbandonata dal fidanzato che intraprende un lunghissimo viaggio per l’Europa dove si stabilisce per studiare, si avvicina alla pittura. Il padre condivide con lei pennelli e colori e la madre progetta un sistema attraverso il quale può dipingere anche da distesa; ma soprattutto viene posizionato uno specchio in corrispondenza del baldacchino del letto, che permette a Frida di osservare alla perfezione di tutti i dettagli del suo viso e del suo aspetto. Il primo autoritratto, dipinto a soli 19 anni, Autoritratto con vestito di velluto, dedicato ad Alejandro, dimostra quanto Frida fosse sensibile agli stimoli artistici del clima culturale del suo tempo.

Le sue condizioni di salute sembrano disperate ma grazie alla grande forza di volontà e all’aiuto della pittura la giovane riacquista la capacità di camminare e torna ad una vita tutto sommato normale, riprendendo gli studi alla Scuola Preparatoria. È qui che il suo destino incontra quello di Diego Rivera, futuro marito e amore di tutta una vita. Diego, incaricato di dipingere un murales all’interno dell’istituto, grande artista dalla formazione internazionale, dal carattere carismatico e preso da un fervente impegno politico, esercita una grande influenza su Frida, la quale gli chiede consiglio e una valutazione della sua pittura. Legati dai comuni ideali e dalla passione per l’arte i due convolano a nozze nel 1929, nonostante l’opposizione della madre di Frida, che considerava Diego “troppo vecchio, grasso, ateo e per giunta marxista”; lei ventitreenne, lui con venti anni di più.

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Frida e Diego nel giorno del loro matrimonio, 1929.

Negli anni successivi la coppia si trasferisce in America, in seguito al sempre maggior numero di lavori commissionati a Diego. Qui Frida viene a contatto con un mondo completamente nuovo, con un modo diverso di elaborare l’arte, nelle varie tappe della loro vita statunitense che li porta a viaggiare tra S. Francisco, New York e Detroit.

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Frida e Diego a San Francisco, 1930.
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Diego e Frida a Detroit, 1933.

Presto però, in seguito al primo dei quattro aborti spontanei di Frida e alla morte della madre della pittrice, i due tornano in Messico e si trasferiscono nel quartiere di San Angel; la nuova abitazione è costruita appositamente per loro, composta di due blocchi separati, uno rosso per Diego e uno blu per Frida, unificati da un ponticello.

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Nella casa di San Angel, 1938.

Sono anni difficili per la pittrice, vessata dai molteplici tradimenti di Diego che sfociano in una relazione con sua sorella Cristina e dall’inasprirsi delle sue condizioni di salute. Si dedica sempre di più alla pittura e nel novembre del 1938 ottiene la sua prima esposizione personale a New York, che coinvolge 25 dei suoi dipinti, e poi l’anno successivo a Parigi.

La situazione politica tuttavia è in fermento; Diego, dal quale nel frattempo stava divorziando, si rifugia negli Stati Uniti, sospettato di colpevolezza dell’omicidio di Lev Trockij, che la coppia aveva ospitato nella casa di famiglia di Coyoacan tempo prima.

La salute di Frida è sempre più precaria e nel settembre dello stesso anno raggiunge Diego in America, dove subisce un’ulteriore operazione. L’8 dicembre 1940 i due si risposano e tornano ad abitare la Casa Azul di Coyoacan. Frida è indipendente sia dal punto di vista economico, che sentimentale; le sue opere sono incluse all’interno di grandi mostre negli Stati Uniti e inizia ad insegnare alla scuola di pittura e scultura del Ministero della Pubblica Istruzione in Messico. Tuttavia la sua condizione continua a peggiorare; deve applicare numerosi corsetti ortopedici e nel 1946 subisce un ulteriore delicato intervento, attraverso il quale le vengono saldate quattro vertebre mediante una placca metallica. Il fisico della donna è notevolmente provato dalle molteplici operazioni chirurgiche ma l’impegno nei confronti della pittura è costante.

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Frida mentre dipinge in trazione, Città del Messico.

Nell’aprile del 1953 ha luogo la prima mostra personale in Messico, che riscuote un enorme successo, e alla quale la stessa Frida partecipa ricevendo gli amici alloggiata in un enorme letto a baldacchino installato appositamente nella stanza.

Tuttavia la sua salute è sempre più cagionevole, senza offrire nessun cenno di miglioramento. Prima l’amputazione di alcune dita dei piedi e della gamba destra, poi una polmonite che la debilita sempre di più portano Frida alla morte, per presunta embolia polmonare,  il 13 luglio del 1954.

Le sue ceneri sono oggi conservate nella sua stanza presso la casa Azul,  mai modificata e divenuta nel 1958 il Museo Frida Kahlo, come espresso nelle ultime volontà di Diego, scomparso l’anno precedente.

È pressoché impossibile svincolare le opere di Frida da quelli che sono gli eventi della sua breve ma tumultuosa vita. Lei stessa affermava:

“Nunca pinto sueños o pesadillas. Pinto mi propia realidad.”

È incredibile il pathos, l’energia e il coinvolgimento emotivo che riescono a trasmettere ed è questo, unitamente alla grande forza di carattere e alla sua “messicanità”, a fare di Frida una grande icona moderna. L’essere autodidatta nell’arte, estrema nelle passioni, brillante e intelligente, indipendente per il suo tempo, la rende una figura estremamente attuale e mai dimenticata.

 

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